/* MinneAnna*/

MinneAnna

...sbarcata nello sconosciuto, tradizionalista ma ecologico ed esilarante Minnesota 9! mesi fa.. E da allora usando questo blog come sana abitudine quotidiana per ancorarmi alla realta', per sentirmi meno sola quando serve, per riuscire un giorno a credere di essere davvero stata qui...

Saturday, July 21

Ora era allora

E' strano arrivare di nuovo qua e dover per forza leggere in senso inverso, dall'ultima pagina alla prima invece che viceversa. Strano il tempo dei blog. Per mettere un po' d'ordine - il periodo di questo blog era dal gennaio all'ottobre 2006. Poi dal Minnesota si è tornate, e MinneAnna è rimasto un bel fermo immagine. Se qualcuno sa se potrei aver alternative per salvare queste pagine che non siano stamparle tutte su carta... mi faccia sapere!

Sunday, October 1

Have a Good One! (+10)

Eccomi finalmente qua. Fastweb e' ancora fuori uso e allora si ricorre alla connessione paterna. Riassunto delle puntate precedenti: ritorno da oltre l'oceano piuttosto indolore, complice finalmente un vicino di viaggio simpatico - con cui ho fatto la strabiliante figura di conoscere il piatto nazionale slovacco-; routine estetista parrucchiere completata; attacchi di sonno e stanchezza in momenti random della giornata piu' o meno superati; settimana lavorativa intensa alle spalle finita. Semi trasloco - dall'america, a casa paterna, a casa mia- ancora in corso. Ma perche' mi ostino a non voler buttar via un sacco di vestiti? Ma quante braccia avro'??

Rimane un vago senso di spaesamento nel trovarmi a casa mia la sera da sola, senza l'odore di Kimchi, avendo un letto vero, una bilancia (mamma mia), una pentola a pressione (era ora) e senza law and order in sottofondo. E la mattina il profumo delle brioche che esce dai bar che mi colpisce all'improvviso come un ricordo primordiale.

Dopo una gita all'ikea (ne seguiranno altre, qualcuno vuole fare carovana?), una al supermercato, ma soprattutto dopo una al ristorante abruzzese e una a quello toscano -signori ristoratori non e' che le vostre pietanze fossero tristi, ma come si puo' non commuoversi di fronte finalmente a sapori quasi dimenticati - viene spontaneo chiedermi se proprio ero io lassu'.

Che volevo scrivervi degli scoiattoli che di fronte a casa mia attraversavano la strada - inno a precarieta' ed incertezza - e dello straniamento che si prova a viaggiare senza chiavi . E' un'ovvieta', ma rientrati nel proprio mondo tutto quello che si e' lasciato dietro diventa quasi onirico. E gia' parte un poco di nostalgia, per tutto il verde di Minneapolis soprattutto, che si scontra con le strade brutte e l'aria inquinata di Milano. E il rally urbano dei quattroruote. Dello sporco che ci portiamo dappertutto. Ecco, dovete spiegarmi da quando a Milano le auto viaggiano pure sul marciapiedi, e perche' io pedone dovrei farmi da parte o accelerare per fare parcheggiare qualcuno sul marciapiede medesimo.

Mentre segnalo che in Minnesota le primarie democratiche sono state vinte da un musulmano nero, a riprova che i minnesotiani almeno in parte sembrerebbero piuttosto progressisti.

E dovete spiegarmi pure come si chiude un blog (esiste un qualche modo per salvare tutto su file?). Perche' MinneAnna era MinneAnna la', e non trovo una degna ragione cosmica per portarlo avanti qua. Senz'altro non su questa pagina. Magari faro' giusto un salto se e quando arrivera' lo scatolone scocciato inviato nel futuro.Questa la lascio ai ricordi e a chi su google cerca o le Sorelle Ramonda o i corsi per idraulico. Se poi verro' assalita dalla voglia di scrivere ancora.... mi organizzero' su di una nuova casa, da riarredare con apposita visita all'Ikea virtuale di turno.

E soprattutto... di questo ultimo post c'era bisogno perche'..., carissimi, non posso dimenticare di ringraziarvi tutti per il calore e la compagnia, soprattutto tutte le persone che non conosco di persona, e che ho conosciuto qua. Non vi nemmeno conto del calore che mi hanno trasmesso i vostri commenti in qualche apparentemente inutile mattina del midwest. Se riappaio ve lo faro' sapere, perche' continuero' a leggervi con affetto.

Have a good one!

MinneAnna
(anja.myselves@gmail.com)


ps. ho da sempre voluto postare la foto di quest'albero nel campus, ma accidenti non sono ancora riuscita a capire perche' ce le lanciassero le scarpe..... era strapieno...

Sunday, September 24

Uffa...

uffa... io mica volevo abbandonarvi cosi'... avevo tutte le mie idee per l'ultimo post.... dovevo indirizzare il mondo da Ile, poi la giornata di giove e' volata, e quando dovevo metermi a scrivere a Dmytri si e' bucata una ruota della macchina, ha iniziato a diluviare, io ho perso tempo a cercare il taxi, il wifi in areoporto non andava ... e insomma, aspettate che faccio ripartire fastweb e poi in settimana scrivo un paio di cose ancora. Adesso devo fuggire da casa di mio padre per ritornare a Milano, settimana pienissima...

E ma insomma. Mai che uno riesca a fare un finale come si deve....

Si comunque tutto bene... anche se ieri ho vagato come un automa tutto il giorno..

Thursday, September 21

Suitcase mood

... ecco come si dice in Russo come mi sento adesso, con la testa un po' da nessuna parte e dappertutto, incapace di riflettere....

Pinot grigio Mezzacorona (ancora -2)

Per riportare l'equilibrio in casa, mentre a YeJin ho insegnato a fare il Tiramisu (CheerMeUp come l'abbiamo ribattezzato), a Mirella ho insegnato a fare la pasta. Soprattutto ottima scusa per fare la fatica di andare apposta al negozio di liquori a prendere del vino. Pinot grigio mezzacorona. Lode e gloria al Trentino che esporta a Minneapolis. L'avessi scoperto prima che c'era, rischiavo l'alcolismo. Mi sognero' il quarto di bottiglia ancora in frigo (non lo posso finire, non lo posso finire...)

E cosi' sono qua... live dal materasso del salotto (mamma che maldischiena questa settimana), con le valigie teoricamente chiuse (cioe' le prove di fattibilita' dicono che si chiuderanno) a 19 ore dal volo (si parte domani, ma quindi -2 dall'Italia). Tempo di bilanci?

.....

facciamo che e' tempo di Isqueeze, perche' non e' che posso lasciarvi cosi' dagli USA senza parlarvi dell'Isqueeze. Questo aggeggio che vedete in foto sembra l'ultima trovata bulgara per il massaggio di piiedi e caviglie, un incrocio tra uno stampo della Nordica ed un motorino della lavatrice... ed infatti la prima reazione del vederlo in vetrina da Brookstore e' stata un senso di bufala potente. Tipo l'ombra di Wanna Marchi. Poi siamo entrate (io e Elisa a New York) e il commesso solerte ci ha chiesto se lo volevamo provare.
Va beh, se proprio insisti io la mia curiosita' la porto sempre in giro. (......). (.....). (......).Non potete. capire. (...) (...) (..) Da allora io ogni volta che intravedo un negozio Brookstore mi lancio dentro felice e chiedo se per caso posso provare quella cosa nuova che aspetta, mi sembra si chiami "Ais.. Isq.. Isqueeze si bravo quella". E' amore vero. . Pero' accidenti, e' ingombrantissimo e costa uno sproposito ( 400$ ma li vale tutti...) e per spedirlo in Europa ... mamma mia! E... va bene tutto, ma non e' che posso sacrificare una valigia per lui che ho conosciuto solo un mese fa. Se mi fossi fermata qua piu' a lungo non ci avrei pensato due volte.
Devo ancora capire se voglio fare l'importatore di Brookstore in Europa oppure semplicemente la cavia per massaggi. .... Devo proprio scegliere?

(niente, neuroni in seduta sindacale oppure in festa per il vino. MinneAnna rimanda ogni pensiero meno idiota all'ultimo giorno in Minnesota, cioe' domani. Ma non e' una promessa - che pensieri meno idioti si manifestino)

Wednesday, September 20

Quando la colpa non e' di Alfredo (-2)

Ieri Pluto commentava il mio post dicendo: chissa' come ci rimangono male gli americani quando scoprono che l'Alfredo Pasta Souce non ha niente di Italiano. Appunto. Invece e' proprio qua che hanno iniziato a starmi antipatici gli americani, quando di fronte al mio commento "there's nothing Italian in that" - cosa a cui Yejin ha strabuzzato gli occhi e si e' persino scusata- loro mi hanno guardato guardano come per dire "so what?" "a noi va bene uguale, chissenefrega". Stessa cosa quando azzardi che il mozzarella cheese che hanno loro... semplicemente e' altro.

So what cosa? come fai a chiamare tradizionale italiana una cosa che italiana non e'? come se io chiamassi tradizionale americano il curry. E invece tutto mi da' l'impressione che quando loro usano la parola Italian, soprattutto rispetto al cibo, si riferiscono ad una realta' astratta da loro chiamata Italia, che poco o nulla ha a che fare con noi..

Se no non si spiegherebbe altrimenti la "Frescata Italiana", il nuovo sandwich a cui Wendi's sta facendo un sacco di promozione. Frescata? Ieri una tizia in autobus scoprendo che io ero Italiana mi ha fatto vedere la pubblicita' a cui io ho ribattuto sconcertata che la parola non ha senso, e che difficilmente noi mangeremo un panino con salame di Genova (????) e prosciutto della foresta nera insieme. La tizia mi ha guardato con sospetto.... come se le stessi insinuando un dubbio illecito, ... oh genio, guarda che devi credere A ME, mica alla signora Wendy dalle trecce rosse, se mi guardi ancor aun po' cosi' sconcertata ti metto in valigia e ti porto a fare il giro del best of delle osterie di Italia. Non anzi, adesso che ci penso non te lo meriti proprio.

Poi mi chiedo perche', non gliene freghi niente. 1. Sono americocentrici 2. Tanto a loro basta ingurgitare proteine in quantita' massima, del sapore e della qualita' proprio nulla 3. buttiamolo sul sociologico: in fondo e' un paese che di tradizionale non ha proprio niente, ma si e' creato sui ricordi ancestrali degli immigrati dall'Europa. Quindi quello che per loro e' Italia, e' ben diverso da quello che lo e' per noi. O meglio e' piuttosto indipendente.

Pero' e' anche colpa nostra. Non si puo' avere un garante delle parole Italiane usate nel mondo? Mamma mia.... come la sicliana lasagna pizza di Pizza Hut....

La cosa che mi ha sempre inquietato e' incuriosito e' in realta' notare come gli americani si siano evoluti in un animale diverso da noi (teoria Lanna #764). Voglio dire, io tutte quelle proteine non le riesco ad ingurgitare e digerire. Dopo due giorni che mi alimento come loro sento ogni mia singola cellula gonfiarsi. Mentre loro in media compongono ogni pasto di formaggio + carne/prosciutto e magari anche uova. Senza contare i biscotti straburrosi, Ci credo che poi servono le bibite gasate, per mandare giu' tutto. La cosa piu' bella e' che si sono evoluti in modo da essere insensibili al freddo e al caldo, pure. Si puo' riconoscere un americano perche' si strafoga di latte a colazione a pranzo e poi riesce a passare dai 40 gradi ai 5 dell'aria condizionata senza mettersi un maglione (o correre in bagno).

Quindi... il signo r Alfredo ci ha messo del suo, ma anche tutti gli altri...

Tuesday, September 19

Colpa d'Alfredo (-3)

(avviso ai naviganti: ormai non mi chiedo nemmeno piu' ma quanto dovrebbe essere lungo un post prima che al mondo passi la voglia di leggere . Confido nel vostro buon cuore e spregiudicatezza. Tanto sono tutti paragrafi in liberta'.)

Rassicuro i presenti che la MinneCar si e' trasformata senza traumi nella BrianMobile, che Brian dal Wisconsin non mi ha pagato con un assegno falso, non mi ha accoltellato, anzi si e' rivelato proud ower dei due piu' bei gatti che io abbia mai visto (dopo la Cleo e testa a testa con quelli di Marco) e di una discreta collezione di lp. Insomma, trafficare in automobili e' forse la circostanza in cui ho conosciuto piu' gente. Curioso e deprimente allo stesso tempo. (lampo di cattivo umore misto a malinconia di quello che sarebbe potuto essere). Lode e gloria alla Minnecar, che mi manchera', anche se l'adesivo "another asshole for president" ereditato da Oki Doki l'ho staccato, si sa mai...

Per l'assicurazione della macchina negli USA io consiglio progressive.com. Tariffe basse, si fa tutto online e mi hanno disdetto l'assicurazione in meno di 5 minuti al telefono, senza costi aggiuntivi (ma quello dipende dallo stato) e mi riaccreditano tutti i giorni da qua alla scadenza. Dal numero di persone che ha continuato a chiamarmi anche i giorni dopo, direi che carsoup.com ha un buon giro di utenti per acquisto e vendita auto.

Il tizio da cui oggi sono piombata in posta ha una figlia che ha lavorato ad Aviano e mi ha tenuto a parlare per mezzora di come tanto in ogni caso le cose che si spediscono dagli USA all'Italia arrivano quando hanno voglia, indipendentemente dalla tariffa. Del cartone della scatola tutta superscocciata non mi ha chiesto niente. In compenso mi ha fatto leggere tutto il regolamento di quello che non si puo' spedire o importare liberamente in Italia: tra le altre cose: scarpe, noce moscata, prodotti che siano fatti di capelli veri e zafferano. Chissa' se il cartone arriva. Chissa' che giro fara'. Spero non finisca in una nave carica di noce moscata.

Se non arrivasse la cosa che forse mi dispiacerebbe perdere e' appunto il libro di Safran Foer. Proprio bello per i miei gusti. Parla - soprattutto- di un bimbo che ha perso il padre in 9/11. Poi uno dopo da un occhio alle recensioni su internet e ce ne sono un sacco negative. E chissene.. mi chiedo come suona nella traduzione italiana. Se lo dovessi tradurre io credo che mi si avvicinerebbe a Baricco. Cribbio ma anche il tazzone termico del Caribou coffee, mi spiacerebbe perderlo...

Comunque. Aver comprato e rivenduto una macchina da sola finora senza conseguenze negative via internet mi ha provocato un senso di onnipotenza che qualcuni di voi dovra' gestire a breve. Tanto che tornata acasa ho trovato il coraggio di farmi la pasta con il sugo Alfredo, che avevo comprato tempo fa in uno di quei momenti "MinneAnna deve immergersi nella abitudini americane". Il sugo Alfredo e' il piu' famoso condimento Italiano degli USA (a voi il commento). Sostanzialmente una panna al formaggio insipida. Ho fatto fuori l'intero barattolino di pepe per dare un sapore alla pasta. Alla fine, sono convinta che rovesciare del Philadelphia sulla pasta sia di gran lunga piu' salutare e saporito. Ma anche il formaggino tigre.

Domanda alla MinneAnna che era: ma in quale momento del mio soggiorno il "mi devo immergere nelle abitudini indigene" ha vinto di misura sul "mangiare poca carne rossa perche' io di testa solidarizzo con i vegetariani, facciamo almeno il possibile'"??? (peccato che poi invece la carne mi piaccia un sacco, acccidenti). Anche gli hamburger di bufalo che ho ritrovato un paio di giorni fa nel freezer se lo chiedono. Pero'... buoni... anche lo yoghurt di bufalo e' buono.

E da qui posso passare all'inchiesta degli ultimi giorni, dove si mangiano quali animali (e qua io mi scuso coi vegetariani che hanno ragione ma io ho le mie debolezze e curiosita'). Risultati scontati: il cane si e' possibile che in Corea l troviate, ma meno e comunque i cani che si mangiano sono di razze diverse da quelli di compagnia (non ne voglio sapere nulla). In Russia no, ma Dmitry non si sente responsabile di quello che puo' avvenire nelle steppe centrali. Il gatto da nessuna parte, sembra. Ma io sono un po' preoccupata che siamo gli unici al mondo a mangiare la carne di cavallo. In corea nemmeno per sogno, in russia mai e poi mai e Elisa mi diceva che persino in spagna suona come una bestemmia. Credo pure negli USA. Ma siamo gli unici? E perche'? Non mi sembra che la pianura padana sia mai pullulata di orde di cavalli selvaggi. Boh. non mi sembra il momento di decantarvi lo stufato d'asino.

Tutto questo per non dimenticare di dirvi che se siete in una food court negli USA e potete/dovete scegliere tra diversi tipi di dfast food, scegliete Arby's. La carne sa di carne e il roast beef quasi di porchetta. Non hanno carne di cavallo, comunque.

Basta parlare di cibo. Parliamo dei sette nani. Voi li sapete tutti i nomi? Io si, perche' secoli fa (ma gia' in eta' adulta, ho delle deviazioni strutturali) mi era venuta la fissa e li avevo cercati, per scoprire che nella favola originale i nani non hanno mica i nomi individuali. Quelli li ha inventati la Disney dopo.
Allo stesso modo, sappiamo piu' o meno tutti che i colori rossi e bianchi della veste di Babbo Natale sono dovuti alla Coca Cola, che li usava nelle pubblicita'. Prima di allora non c'era custume riconosciuto. Va bene, va bene. Questo lo sapevo. Pero' quando davanti al museo della Coca Cola ad Atlanta mi sono trovata davanti a pannelli pubblicitari anni '40 e '50 con evidenti scritte "l'aspetto di Babbo Natale e' proprieta' registrata della Coca Cola company" ho avuto un mancamento. Io quest'anno festeggio San Nicola. E poi non so voi, ma il mio Babbo Natale, se gli avessi lasciato un bicchiere di Coca Cola come rinfresco col cavolo che mi lasciava i regali. Vino rosso, quello si'.

Spedizione alla MinneAnna che sara' (-4)

Insomma. E' l'una di notte ma non e' che posso bruciarmi un post cosi'.

A parte tutto, non ho sonno, che stasera ho insegnato a YeJin a fare il tiramisu e abbiamo riso un sacco (soprattutto quando mi ha detto che le ricordava il kimchi... ho riso dalle lacrime...) Per la cronaca domani -ormai oggi- e' il compleanno di Mirella e Yejin le ha preparato di nascosto il piatto che tradizionalmente in Corea si mangia al proprio compleanno. Una bella zuppa d'alghe. Ma proprio alghe, cavolo. Appunto, bisogna insegnare a sti coreani a fare dolci, perche' mi sembra esagerino un poco.

Soprattutto stasera ho iniziato a fare i primi passi da emigrante.Adesso ho sulla porta uno scatolone imballato che nemmeno quelli del Titanic. Antefatto: nonostante abbia ammorbato qualunque italiano abbia incontrato in questi mesi con la richiesta -accolta- di portarmi a casa una valigia, sono ancora qua a figurarmi i tizi della Northwest che al check in mi impongono di togliere gli ippopotami dai bagagli. Quindi quando ho scoperto che esiste un servizio sgrausissimo delle poste americane per cui ti mandano i pacchi via terra/nave in circa 4-6 settimane a costo contenuto, ho pensato che se non altro potevo rischiare e mettere in scatola quei vestiti che "si insomma potrei anche buttare via ma mi dispiace insomma se me lo disperdono non ci sto male". Detto fatto, e visto che domani mi libero della macchina oggi ho imballato lo scatolone. Peccato che dopo averlo artisticamente concepito e chiuso, dico dopo, ho letto il regolamento delle poste sul sito. In un angolino in basso a destra dice che per le spedizioni internazionali sgrause non valgono gli imballaggi normale ma ci vuole o il cartone superpotenziato o il legno. Si, mi manca solo di spedire una cassa di legno, poi le ho fatte tutte...

- nota bene: esistono due persone al mondo: quelle che leggono tutte le avvertenze e mediamente quindi si fanno un sacco di paranoie per essere compliant al cento per cento , e quelli che semplicemente non le leggono e in media ci guadagnano comunque in leggerezza di vivere. Io geneticamente propendo per la prima, ma sto facendo training autogeno verso la seconda -

Che faccio, me ne frego o..? via di mezzo, ho dato una definizione personale di cartone superpotenziato e ho imballato tutto ma tutto lo scatolone di scotch, roba che i tizi che ti imballano le valigie a malpensa mi fanno un baffo. Ho fatto fuori un rotolone di scotch. E soprattutto ho coperto con l'inidirizzo laddove e' scritto che il cartone e' di quelli normali. E va beh, insomma, ci si deve arrangiare..

vi faccio sapere cosa succede..

pero' bellla questa cosa del pacco che recita "from MinneAnna, Minneapolis, USA" to "MinneAnna, Milano, Italy". Un po' lettera a me stessa. Un po' valigia dei ricordi.

...
mi e' venuto in mente castelli di rabbia...

... ma devo dormire.

Sunday, September 17

Fuso orario dell'anima (-5)

Da stamattina pagherei per ricordarmi dove ho letto questa cosa: che il jet-lag in fondo e' il tempo che ci mette la tua anima a raggiungerti, visto che certo lei non puo' spostarsi cosi' veloce*. Se questo e' vero, la mia anima - previdente- ha gia' inizato a spostarsi, visto che sto soffrendo di jet lag al contrario. Sono meta' qua e meta' la' - e spero la mia voglia di lavorare e concentrazione mi aspettino somewhere piu' vicino a voi, altrimenti meglio chiamare uno specialista - ho fratturato qualcos'altro- o aprire un allevamento di ranocchie.
(oppure la mia anima e' l'unica cosa in me che ha aspettative razionali - se c'e' qualche monetarista corra a testarlo :)) )

Quindi continuo con le varie ed eventuali, anche perche' temo che mi sia venuta la sindrome del devo dire tutto quello che volevo dirvi... temo di stare per farvi precipitare in un cinque giorni di stream of unconsciousness da blog. Chiedo venia ma non rifondo danni. Io vi ho avvertito.

Per la rassegna, cucina dei paesi tuoi, serata al ristorante russo con Dmitry. Ho imparato un sacco di cose.

Anche per la cucina russa, diciamo sovietica, vale quanto detto ieri. In ogni caso, e' cibo vero. E poi mi piacciono, le barbabietole - me lo ricordo solo quando finisco in un posto dell'est.

Ho trovato una cosa piu' surreale che passare l'11 settembre con il domopak in testa: una famiglia russa che fa trekking senza accesso a tv, radio, giornali et similia in tutta la settimana del 1991 in cui si consumava il golpe in russia. Scendo giu' dai monti e scopro che l'Urss non c'e' piu'.

A sentire russo un russo capisce russo, invece io se penso e dico russo penso sovietico. chiaro no? cioe' a momenti mi ci rimane male che a me d'istinto veniva da prendere piatti che lui definiva Uzbeko/Georgiani, mica Russi. E pero' per forza, a me ricordavano la Bulgaria. E poi lui si mangiav auna cosa orribile siberiana, i pelmeni, che io non avevo mai sentito nominare (e che nella illustrazione qua a fianco sembrano tortellini ma dal vivo sembravano ravioli cinesi scotti ripieni di salsiccia e ricoperti di maionese). Gia' che ci siamo, in Bulgaria si mangia e beve davvero bene, e' mia missione dirlo al mondo. A disposizione per referenze e visite guidate.

Traduzione di Cren in inglese: horseradish. Per eventuali triestini in trasferta. E lasciatemi fare un appello: ma il Cren e il Rafano sono la stessa cosa? E se si', sono o no sono parenti del Wasabi? (si accettano trattati bizantini in materia)

e uh mi raccomando: non fate l'upgrade a Itunes 7.0 nemmeno se il vostro computer vi implora in ginocchio - se l'hanno lanciato in Italia. C'e' qualcosa che non va e rovina un sacco la qualita' del suono (del tipo che gracchia). Roba che puo' rovinare una giornata. Persino far passare in secondo piano che da Itunes 7.0 si possono comprare le puntate dei telefilm (....).

(*il signor William Gibson- che onestamente non so chi sia- citato da Luca Sofri in un pezzo del suo blog, ecco dove l'avevo letto..)

E giusto che siamo in vene di liste ricordatemi che vi devo ancora parlare di Arby's, cavalli, condivisioni di appartementa scoiattoli, consigli, SafranFoer, Isqueeze, la terra di mezzo, aspettative frivole, pinot mezzacorona, bilanci, consuntivi e piani per il futuro. I piani per il futuro spero di farli anche, nei prossimi giorni.... salutatemi la mia anima se la incontrate!

Saturday, September 16

Saturday Night Fever (-6)

Mica chissa' che, altro che folleggiamenti e' che mi e' proprio venuta la febbre del sabato sera credo.. che MinneAnna dentro di me si stia ribellando all'imminente scomparsa???
Assecondo dunque la mia mente che - dopo l'ultima gita alla MallOfAmerica vagola su pensieri per lo piu' frivoli...
  1. qua e' uscito Vanity Fair con le tanto attese foto di Tom Cruise e famiglia. Le vuole qualcuno? In compenso i giornali scandalistici - qua piu' facile tenersi aggiornati, non serve nemmeno andare dal parrucchiere, basta stare alla cassa di un qualsiasi supermercato. Se la fila e' lunga un'occhiata non si puo' non dare-
    Dicevo, i giornali scandalistici non fanno altro che passare da Brad e Angelina a Tom e consorte. Praticamente se non accendo la Cnn e' la sola cosa che mi sembra sia successa in 10 mesi. Ah, a parte ovviamente la morte del povero crocodile hunter, qua ancora un po' e' lutto nazionale.
  2. Abbiamo fatto cena famigliare in un simil ristorante italiano sul campus (visto il mio stato non mi sentivo di guidare piu' lontano). Va bene, ho mangiato quella cosa etimologicamente strana che sono gli "spaghetti bolognese". Nonostante tutto c'e' da dire questo: che facendo i puristi erano un oscenita', ma comunque molto molto meglio di qualsiasi altra portata americana. Insomma, bisogna ammettere che anche quando improvvisata la cunina italiana vale sempre la pena.
  3. Ma saperte che YeJin e Mirella mi mancheranno??
  4. Quello che non mii manchera' e' il Kimchi. Echeccavolo... finche' era solo Yejin sopravvivevo senza problemi, mi piaceva pure ogni tanto, ma Mirella ha il triste vizio di non distinguire assolutamante tra colazione, pranzo e cena. Mangia sempre le stesse cose. Praticamente la nostra casa sa di kimchi. Un paio di giorni adesso che sono accampata in salotto mi sono svegliata con il piacevole odore funghicida del kimchi - e alla mattina assolutamente, non si regge.... In due secondi dalla camicia da notte alla tuta. "Ciao, io vado a fare una passeggiata....." "Cosi; di prima mattina??" "Si meglio approfittare del sole finche' c'e',..."
  5. Non so, ma da qua (=repubblica.it) mi sembra che alla morte di Oriana Fallaci non si stia dando grande risalto. Sbaglio? Se fosse cosi' mi dispiace, perche' a parte il trintronamento finale per me e' una delle figure femminili italiane piu' impressionanti degli ultimi decenni... Inshallah e Un uomo. Gran libri.
  6. Diciamocelo, da due giorni sto leggendo un libro bellissimo.... e quando io trovo un libro che mi piace e' un esperienza totalizzante, riesco a fare ben poco di altro (giovedi volevo dire che era il libro dal piu' bell'inizio... e adesso mi trovo vicino al finale) insomma, non posso non tornare... torno al libro... "Extremely loud and incredibky close" di Jonathan Safran Foer (molto forte, incredibilmente vicino - il titolo italiano). Niente commenti prima del finale..

Friday, September 15

Il dottor Anderson (-7)

Il dottor Anderson e' il simpatico medico della mutua da cui sono andata a farmi fare l'impegnativa per la fisioterapia il giorno dopo aver tolto il gesso, esattamente due ore dopo essere sbarcata a Minneapolis. Assolutamente sballottata dal fuso orario mi trovo ad improvvisare all'infermiera - che intanto mi pesa, mi misura la febbre e la pressione - ohhh...io sono qua per la fisioterapia!!!!- un vocabolario di termini come distorsione, legamento e giu' di li' che secondo me chissa' cosa ho detto,.... Ancora adesso mi chiedo... ma come cribbio si dice distorsione???
Alla fine e' arrivato il dottor Anderson, direi classico dottore della mutua ma che si comporta come fosse il padreterno che dopo essersi fatto raccontare di nuovo tutta la storia - e che l'ho raccontata all'infermiera a fare???- mi dice:

"Bene, ovviamente per pensare ad un percorso di riabilitazione si deve tenere in conto la condizione complessiva del paziente, il suo stile di vita, non esistono ricette valide per tutti"

-bene bel discorso, sarai mica uno di lifegate travestito da ER? mi piace sta introduzione, non dirmi che ti hanno fatto un corso di customer relationship management...

"per esempio, visto che tu non sei una violinista, il nostro obiettivo non sara' quello di riportare il tuo braccio ad un livello di mobilita' eccellente, ma solamente accettabile"

- o mostro di simpatia...... scendi lo sguardo...intanto nostro obiettivo di chi??? e poi chi ti dice che io da domani non possa diventare una violinista provetta e poi soprattutto ecco... vai comunque a quel paese che' mi hai fatto sentire vecchia !!!!

(mai che ste cose mi vengano in mente quando servano. Nella scena reale sono rimasta ammutolita molto molto piu' di quando mi hanno detto che Babbo Natale non esiste - allucinata dal fatto di avere davanti qualcuno che mi diceva tranquillo tranquillo che sono arrivata ad un'eta' in cui ho delle strade chiuse. Non ci ho mai pensato)

Credo sia un esempio del fantasmagorico mondo delle assicurazioni private (quella che sono costretta avere dall'universita' mi costa 130$ al mese) e della competitivita' giovanilistica
del sistema americano. Cioe' ma davvero, a 29 anni non potrei pensare di diventare una musicista o un chirurgo o che??? Alla faccia... fortuna che cercavo una fisioterapia e non un trapianto d'organi...


- episodio analogo me lo racconta il mio prof, che dall'india si e' trasferito a fare il phd negli USA a 30 anni con moglie e due bimbe piccole a carico (che coraggio). Visto il reddito poteva fare domanda per l'assistenza sociale (cosa esistente nel progressista stato di Boston) che si basava sul chiarissimo principio: tutto solo per le bimbe, cioe' gli aiuti venivano forniti in forma di buoni latte, buoni vestiti, assicurazione nelle migliori cliniche, ma appunto solo per le piccole e non per i genitori. Principio di fondo: dobbiamo fare in modo che gli americani di domani (le bimbe) siano messe nelle migliori condizioni. Voi - genitori- invece, siete un po' come una macchina vecchiotta, mica possiamo spendere per voi...
(si sono d'accordo che c'e' anche qualcosa di piuttosto sensato in questo, ma la deliberatezza mi stupisce un po'... e se si fosse ammalata la moglie, cos'e' lei ormai non serviva a nulla???)


Oggi ho dovuto rivedere il dottor Anderson, ma mentre parlava io contavo le fibre muscolari del manichino dietro di lui. Tanto non ci credo che per altri due mesi non posso nemmeno fare jogging . Aspetto che me lo dica il wrestler e il mago fisioterapista italiano. Di quel cattivone del dottor Anderson non mi fido. Ah- l'infermiera mi ha pesato, misurato e controllato la febbre pure oggi. Se sono contenti cosi'....

Thursday, September 14

America's Heartland - side B (-8)

Le foto le ho scattate ieri mattina nella solita piccola corsetta - ora passeggiata causa infortunio dietro casa, sul lungo Missisipi. Nella prima foto si intravede la mia casa. Da queste immaginate la voglia di rintrappolarsi in Porta Romana nel grigio milanese...)

Non so cosa traspaia da questo blog, ma non e' che io impazzissi dalla voglia di vivere per un po' negli States. Ma nemmeno di venirci per turismo, sempre stata convinta ci fosse meglio al mondo. Alla fine del 2005 piu' di una persona mi ha sentito borbottare che “io in un posto dove c'e' la pena di morte e la gente va giro armata non ci voglio stare”. Feroci lotte tra il sincero panico e l'euforia della novita' . E oggi.... su molte cose non ho cambiato idea di un millimetro, anzi aggiungiamo pure il disprezzo assoluto per il modo di alimentarsi e un vago rifiuto per l'ipocrisia e la mancanza di calore delle persone- che sono gentili, ma appunto, mica amichevoli (vago perche' in fondo di americani ne ho conosciuti pochini e sempre in modo superficiale).

Pero'.... pero' adesso mi e' venuta piu' curiosita' di quando sono partita..- un po' come con il formaggio e il vino, che piu' lo assaggi e piu' di viene voglia di assaggiarne di nuovi-. E' il rovescio della medaglia di quanto dicevo l'altro ieri, che quello che percepiamo degli USA e' poco e non casuale, e tutto quello che c'e' intorno invece e' molto piu' sfumato... girando da Stato a Stato qui si sente che le differenze ci sono eccome, tra il nord e il sud, tra la costa e l'interno, tra Stati e Stati.. e poi senti di cose che ti spieghi a malapena... per esempio gli stati dove e' tollerata -se non lecita- la poligamia, dove insegnano il creazionismo, dove aboliscono l'aborto, il fatto che gli indiani d'america siano ancora e assolutamente un gruppo etnico segregato-

esempio, in Minnesota – che e' uno stato piuttosto liberale e progressista, tanto che vieta la pena di morte- ci sono enormi risonanze indiane, nei nomi e nei luoghi. Non lontano da Minneapolis un paio di grosse riserve indiane. Nonostante questo in 10 mesi non ho mai incontrato un indiano americano – nemmeno per sbaglio pensare di incontrarne uno sul campus, ne' docente ne' studente ... Un paio di mesi fa ho letto che per la prima volta della storia – credevo di aver letto del Minnesota, ma temo fosse degli USA – per la prima volta una donna degli indiani d'america ha preso il diploma da infermiera (ripeto diploma da infermiera, mica posto da primario in chirurgia...). Spero tuttora di avere capito male. -

Insomma, in 10 mesi mi e' cresciuta una grande curiosita' – che spero sfoghero' in qualche vacanza creativa che sto pensando e che non vi narro ora perche' se no so gia' che qualcuno iniziera' a fare finta di non conoscermi e stracciare il passaporto... la cosa bella e' che qua ci si muove facilmente, che abbassando le aspettative non serve gran budget dormire, che puoi entrare dovunque e ascoltare le chiacchere ....... insomma, quasi oggi sarebbe da mettersi lo zaino in spalla, un quaderno nello zaino, accendere la macchina e vedere dove si arriva. Per esempio, ma come cavolo sara' il Nebraska???? Come sara' la gente del Nebraska??


piuttosto, ecco qua - vicino alla discesa al fiume che ho dietro casa - una famosa papera dal becco nero, quella che c'e' sia sulla patente che sulle monete del Minnesota.... la MinnePapera...

Wednesday, September 13

MinneCar for sale (-9)

Eventi odierni ci riprecitano nel reality pre-estivo "mamma ho comprato una macchina per rivenderla dopo 3 mesi".

Riassunto delle puntate precedenti (15-19 giugno): MinneAnna, dopo essere sopravvissuta contro ogni previsione 5 mesi senza macchina in Minnesota e' costretta dagli eventi a comprare una macchina, il piu' sgrauso ed economica possibile. Devastating cultural experience. Con l'aiuto del signor Berners-Lee e dopo paranoie interiori indescrivibili, in 3 giorni riesce a trovarla, imparare un alluccinante vocabolario meccanico inglese, e infine a comprarla a meno di 100o euro. Nonostante iniziali patemi d'animo risolti dall'onesta ' e gentilezza di OkiDoki La MinneCar si rivela macchina eccellente, eppure...

YeJin e Mirella non me la comprano, visto che ha il cambio manuale e non automatico . Ok, me lo aspettavo. Io in nove giorni devo venderla pero' ... domenica metto l'annuncio su carsoup.com e attacco un po' di volantini sul campus. Sono parca e soprattutto spero di attrarre velocemente domanda, quindi chiedo un poco meno di quanto l'ho pagata.

Rispolvero tutte le teorie di microeconomia1 per farmi un bel training autogeno che comunque vada sara' un successo, per giustificarmi che non ho scelto di smenarci e per dormire la notte.
  1. Sunk cost: tanto ormai i 1200$ dollari li ho spesi. Qualsiasi cosa arrivi e' un guadagno.
  2. Economia dei serivizi: Io il servizio "usare la macchina" per 2 mesi l'ho goduto, quindi ha senso che chieda 1000 invece che 1200.
  3. Alternative razionali al tempo 0: la mia alternativa allora era spenderne 1800 di noleggio per 3 mesi. Quindi - in ogni caso - ci ho gia' guadagnato. (sono molto fiera di questo punto di vista).
  4. Outside option ed esternalita' positive. Se proprio non la vuole nessuno, c'e' la possibilita' di donarla a qualche servizio tipo la croce rossa, che la rivende e si tiene il guadagno. Improvvisa impennata dell'istinto benefico di MinneAnna. "Si ma ci smeni una cifra"- dice il prof indiano. "Si, ma e' a fin di bene" - dice MinneAnna entrata pienamente nella parte.
  5. Panico puro: eCheDiamineSonoUnaFanciullaSolaOltreOceanoDoveSonoGliUominiQuandoServono?
- intermezzo: questi sono solo una piccola parte degli effetti distorsivi della microeconomia sulla mente di una fanciulla. Figuratevi quando devo decidere se comprare un paio aggiuntivo di scarpe...-


Lunedi': una chiamata sola, di una tizia che dice ne deve parlare con il marito.
Martedi' pomeriggio: una tizia mi chiama dicendo che mandera' il servizio di ispezione delle auto, che prima di venerdi' non puo' venire. La tizia mi richiama dicendomi che non si era accorta che il cambio non era automatico. Nel frattempo hanno visto l'annuncio 150 persone circa (e solo due chiamate???? AIUTO)
Martedi' sera: 3 chiamate, 2 dicono che verrano mercoledi'a vedere la macchina. Io non so piu' se cammuffare l'accento o cosa. Essere straniero sara' percepito come plus o minus nel vendere la macchina? Essere una donna?? Al telefono dico delle idiozie in inglese che mai nella vita.
Martedi' notte: Lavo la macchina? Non lavo la macchina???
Mercoledi' mattina: chiama un altro tizio che verra' alle 15.30. NON lavo la macchina, basta spenderci soldi sopra... Nel frattempo un amico di YeJin mi dice che ci pensera' (io gli dico che se vuole gli faccio un prezzo di favore, troppo buona io).
Mercoledi' pomeriggio: mi precipito dal lavoro a casa a tempo record per arrivare alle 15.30 precise. Il tizio bidona (perfavore un bel vaf.. anche da parte vostra).

E alla fine arriva Illo, che e' uno di quelli che hanno chiamato ieri. Piu' o meno la mia eta', la faccia (piu' in brutto) e i modi di uno che vorrebbe vendere gelati agli esquimesi. Una giacca Armani (ma sul serio, giustificata come divisa ufficiale del lavoro, lavora come boh in albergo 4 stelle) portata in modo imperdonabile su pantaloni sbagliati (spero che lavori dietro un bancone). Dice che al momento sta dividendo la macchina con la sua ragazza. (e per fortuna, invece a me gia' veniva il dubbio che ci stesse provando) e ne vuole una per lui. E' contentissimo perche' e' appena uscito da un incontro con il loaner (colui che disborsa prestiti) per cui in un mese o poco piu' dovrebbe potersi mettere una macchina meglio-mi balena il dubbio e che diamine sei venuto a fare allora??
Vede e prova la MinneCar con me a bordo. Chiaccherando sembra quasi simpatico e a posto, se si eccettua l'insieme del personaggio che mi sembra oltremodo sopra le righe. Mentre giriamo l'isolato chiama l'altro tizio, dice che verra' a vedere la macchina un paio di ore dopo (autentica botta di c...., cosi' sembra abbia un sacco di mercato...)
Parcheggiamo, io sono interiormente preparata ad una tiratona sul prezzo e rispolvero mentalmente il peggiore accento italiano che mi puo' venire - e che diamine, the godfather avra' lasciato qualche suggestione negli USA no?

"Ok, la macchina e' quello che fa al caso mio. 1000 dollari e' ok"
chi? cosa? come? davvero? ma sei scemo, perche' non aspetti il prestito? e adesso che succede?

Adesso che succede? Boh! Io prima di merted' non posso venderla che mi serve, ho preso i suoi dati di casa e patente (e ma che cavolo niente da google) e sono d'accordo che ci vediamo martedi per lo scambio. Che preferisco contanti (non avrei ai pensato di dirlo in vita mia...). Gli ho detto che io diro' che la macchina e' presa, ma che se mi tira un bidone lo sgozzo... (questo l'ho detto con gli occhi, ok...).
Lui mi ha detto di stare tranquilla, che va benissimo che sta cercando una macchina solo per 2 3 mesi, poi la rivende. Accidenti, io lo so che alla fine questo ci guadagnera' pure, ma OHHM.... mille e' la cifra giusta mille e' la cifra giusta.....

-si ma io fino a marte sto in panico. Ho persino pensato di vendergliela subito e al diavolo, usare autobus e taxi i prossimi giorni. Poi sono rinsavita. Mamma che stress.


p.s. In serata e' venuto l'altro tizio (di quei minnesotiani inquietanti che sono probabilmente discendenti del nord piu' nord, privi di qualsiasi espressivita' altro che i bulgari), che al telefono non l'ho trovato per dirgli di non venire. Tanto non l'avrebbe comprata comunque. Era per la figlia e la MinneCar senza servosterzo e' un po' ostica per una fanciullina rachitica. Ma da ricordare perche' mi dice qualcosa come: complimenti, stai proprio tirando fuori le p...e per comprare e vendere una macchina usato qua. Il mercato delle auto e' un tale sbattimento nervoso per chiunque, figuriamoci per una giovane donna straniera... sant'uomo....
(medaglia medaglia medaglia)

e comunque questo post fa parte degli sfoghi ezistenziali di MinneAnna... ma... avrei dovuto chiedergli una caparra???? eCheDiamineSonoUnaFanciullaSolaOltreOceanoDoveSonoGliUominiQuandoServono??

Tuesday, September 12

America's Heartland - side A (fine dei ricordi del viaggio recente)

"Tra Boston e tutta Italia, Boston per sempre, ma piuttosto che un qualsiasi piccolo paese negli USA, meglio Cesano Boscone"*.

Dopo un periodo negli USA un mio caro amico anni fa ripeteva questa frase per spiegarmi che quello che nel nostro immaginario passa come gli Stati Uniti e' in realta' fatto da un piccolo numero di grandi citta' (New Yor, Chicago, LA, Boston, etc..) mentre a noi non arriva quello che compone il restante 95% del paese. Piccoli o medi centri di case o villlete in cui la massima aggregazione sociale e' il centro commerciale, e dove dopo le otto di sera non c'e' mai nessuno in giro, tranne appunto forse nell'Applebee/TGI Friday's/o catena di ristorante di turno (catene di ristoranti... vero che da noi non esistono... vero?????).

Sottoscrivo in pieno. Elisa, una volta lasciata New York (e anche il cartello enorme Welcome to the Bronx) era gia' sconvolta di come cambiasse l'intero paesaggio, e appunto si passasse a questi paesoni intervallati da sterminate mall.

Quasi non ci credevamo che arrivate a Plymouth,MA a fine agosto- quella dello sbarco dei padri pellegrini, quindi a voler ben vedere la culla degli USA e quindi luogo storico - alle 21 fosse tutto ma proprio tutto chiuso anche sul porto e che per mangiare (male ma proprio male) ci dovessimo rifugiare appunto nell'Applebee vicino al centro commerciale, unico posto aperto e forse per questo non deserto, dove anche famiglie complete celebravano qualche ricorrenza alla commovente ed esotica presenza di hamburger coleslaw e french fries. Ricordarsi, qui si mangia alle 18.30, o comunque vale sempre la pena di pensare che tutto avviene due ore prima che n Italia. E visto che la maggiorparte dei posti sono catene non esiste eccezione all'orario di chiusura della cucina nemmeno se offriste di pagare il doppio. Un po' come le colazioni che se va bene finiscono alle 11. Sembra che per premeditata reazione chimica dopo quell'ora le uova si autodistruggano al solo contatto con l'aria.

Abbastanza estraniante immaginarsi un infanzia e un'adolescenza in posti come questo. Possono ivi svilupparsi virtute e conoscenza? Si puo' da qui immaginare l'esistenza di qualcosa oltre il bandierone a stelle e strisce? Risposta facile: no!, a giudicare dagli sgaurdi francamente allibiti delle commesse che incontravamo nelle soste in paesini dispersi. sguardi che testimoniavano il sincero stupore e a volte l'incapacita' di comprendere un accento che non fosse messicano o afroamericano - una ci ha pure chiesto se eravamo venute a vivere li' -somewhere sulla costa del connecticut, non male- e ancora non capisco se si stava aggrappando a quella speranza di novita' o se semplicemente la parola turismo non sfiorasse neppure i suoi neuroni.

Insomma qua e la' posti dove a pelle inizi a intravedere com'e' che uno finisce a sposarsi appena finito il liceo (o college a seconda delle aspirazioni e dei punteggi ai test statali) il vicino di casa con cui si passano i weeend, oppure a volere far fuori a pallottole il posto dove e' cresciuto.

Ultimo sfogo: perdincibacco, invece che mettere a fuoco mezzo medio oriente cercate di apprendere l'uso del'asfalto poroso sulle autostrade, che a guidare SU QUALSIASI AUTOSTRADA con 2 gocce di pioggia sembra di stare in Thailandia nella stagione dei monsoni!!! E che cavolo..... non avrei mai pensato di dire qualcosa di buono della Milano Venezia..

Ecco, mi sono sfogata. Posso chiudere il post, i ricordi di viaggio e domani iniziare a dare il via alla commozione per questa avventura che sta per concludersi......


(*Va bene, ammetto che non era Cesano Boscone- su cui ci potrebbero essere dei fondati dubbi )

Monday, September 11

Prove di giustizia ultraterrena ...

... sono evidenti quando, dopo aver passato piu' di un'ora su di un post oltrmodo sproloquio a tema 11 settembre, si impalla Firefox e io perdo tutto. Divinita' protettrici dei lettori del blog... su rieducational channel! (..nostalgia..). Non ho ovviamente il cuore di riscrivere da capo. Riassumo:

1. mi sono persa il discorso a reti unificate di G.W.B. perche' non ho correttamente interpretato l'orario causa fuso diverso e segnalazione fumosa di repubblica.it. Era alle 5pm. Un estratto sta qua sulla cnn. Sembra che sia ancora fisso a dire che si deve vincere la guerra. Please, definiscimi guerra, definiscimi vittoria.

2. meno celebrazioni di quanto mi sarei aspettata, qua. Ma avevo impegni di lavoro, purtroppo non ci sono potuta stare troppo dietro.

3. io l'11 settembre 2001 ero dal parrucchiere. che ci posso fare, il mondo cambiava e io avevo il domopak in testa (ok...non vorrei l'ilarita' offendesse, ma la versione seria e' stata castrata dalle suddette divinita' digitali)

4. la spontanea mancanza di eccessivo dolore, il senso che una cosa cosi' impensabile fosse in realta' gia' stata pensata e vista in tanti film, quello mi ha fatto sentire oltremodo cinica.

5. il giorno dopo, era il mio primo giorno di lavoro (primo dell'insano ritorno in uni). societa' americana, palpabile la sensazione che ci volessero licenziare tutti al volo. quasi quanto il cattivo gusto di tenere come sfondo delle slide lo skyline coi grattacieli (che magari era chicago, ma bello non era)

6. 11 settembre. 11/9. 9/11 come dicono qua. 911, il numero di telefono delle emergenze negli USA. Si lo so che coincidenza o meno e' insensato e stupido, ma la forza del simbolismo e' comunque inquietante.

7.Lettere contro la guerra, il primo capitolo, cioe' la risposta di Terzani a "la rabbia e l'orgoglio. Questo mi sembra da leggere e rileggere. In rete la versione inglese.

Sunday, September 10

ps. for sale

Nessuno vuole comprare la MinneCar??

Della Ribollita di Portland,, ME e italianita' varie (RdV 3)

Mettiamola cosi'. Secondo me il Maine (estremita' nord est USA) e' un posto bellissimo. Mare dovunque, coste e natura. Da esplorare in modo dedicato. Il solo problema e' che quando il nostro allegro gruppo vagante, MinneAnna, LaPozz, Mary e Darby (di cui una e' la macchina e l'altro un cagnone di peluche rinchiuso nel bagagliaio) e' arrivato a Portland in serata, il termometro recitava 57F, che tradotto sono 13.8 gradi nostri. Il 2 di settembre.
Quindi il nostro piano definitivo di mangiare il Maine Lobster in un lobster pound sulla costa del Maine si e' arenato di fronte alla voglia genetica di qualcosa di riscaldante e magari dal sapore domestico . E alla paura della tempesta perfetta in arrivo senza George Clooney. Insomma, pure io di fronte alla recensione Lonely Planet del ristorante la Ribollita di Portland, non ho resistito. (perche' poi diciamocelo, dopo la fatica di aprirla, l'aragosta sara' davvero piu' buona di un pesce qualunque? ancora vivo nel dubbio che lo sforzo non valga il risultato)



Che ci fa la ribollita a Portland? Quale toscano si e' inerpicato e fermato quassu' in mezzo ai gabbiani giganti che ululavano sorvolavando la citta'? Risposta: nessuno. O meglio, forse e' fuggito, visto il locale ben fatto e i vini, ma la assoluta assenza di compatrioti, testimoniata dalla ripetuta presenza del "proscuitto" nel menu. Quindi, il toscano e' fuggito, oppure il locale e' la testimonianza della solita yankee doc che ha passato sei mesi a Firenze, si e' innamorata dell'Italia e si e' fatta aiutare nell'arredamento e si fa mandare i vini dall'Italia. O forse e' stata piantata qua dal fidanzato Toscano che passato l'inverno ha deciso che era molto meglio il baretto sulla spiaggia di Follonica. Misteri della vita.

(prima che mi dimentico, il locale non era cosi' male. Posto che non abbiamo avuto il cuore di assaggiare la ribollita e che il brodo dei miei tortellini - io temeraria e raffreddata - era acqua sporca, il sangiovese pero' era buono e addirittura usavano aceto balsamico e pomodori veri!! Anche l'olio era vero. Quasi commovente)



Il pensiero della yankee doc che mette in piedi il locale italiano pero' mi porta ad una divagazione. Italy, so cool! Questa e' la risposta che chiunque ti da'
quando nomini Italia negli Stati Uniti, a qualsiasi latitudine. Infatti, se volete il mio consiglio, ogni volta che vi arenate in qualche procedura amministrativa o similia negli USA, non dite che siete europei (come genericamente faccio io sbagliando) ma buttate li' Italia nella frase. A parte un generico "the most beautiful women/men are always italian" che vi sentirete sempre indistintamente dire anche se siete appena rotolati giu' dal letto, verrete poi trattati come degli animali esotici di riguardo (tipo quando noi abbiamo incontrato un ragazzo delle Barbados) a cui raccontare un sacco di episodi inutili della loro vita e alla fine puo' capitare che vi aiutino pure. Non so dove ce lo siamo guadagnati, questo, ma e' un asset mica da ridere Oggi il tizio del customer service della T-Mobile non mi mollava piu', fra un po' mi sa che mi toccava lo invitarlo a Milano.

Perche' alla fine, BelAir a LA e' piena di via Bellaggio, via Siena e giu' di li', Rodeo Drive e' una brutta imitazione del corso di qualsiasi nostra citta', le zone piu' carine di New York pullulano di ristoranti e caffe' Italiani. Se uno riesce a sopportarli gli americani, altro che dottorato e societa' dell'informazione. Ristorante italiano, lezioni di lingua e magari anche storia dell'arte. Oppure un'agenzia viaggi.
Inutile imitarli, gli amricani, molto piu' dvertente farli sentire invidiosi della loro mancanza di stile e storia.

Che post irritante e patriottico - sono fuori forma. Vi lascio con il gabbiano grasso di Cape Cod. Non e' proprio simpatico??

(credit al poderoso zoom digitale della mia macchina da investigatore segreto...)

Saturday, September 9

A casa di Ally (ricordi di viaggio 2)

Se New York sia bella e' difficile da dire... e' interessante, da' energia, ma bello non so quanto le si addica. Forse New York e' bella dopo il tramonto, quando le luci coprono la sporcizia, e il caos diminuisce. Di Boston/Cambridge invece credo sia piu' facile.... Boston e' una bella citta', tanto bella che non sembra nemmeno americana. Credo sarebbe bello vivere a Boston.

E poi Boston e' talmente piena di college che la popolazione sembra molto piu' giovane del normale, e il lungofiume e' fantastico sia per la natura che per l'evidente popolazione di runners.

E a Boston....... ho comprato una bandiera italiana!!!!
Si, fara' anche ridere, ma in Italia a Luglio non l'ho proprio trovata, e in generale non l'ho mai trovata prima d'ora, e quindi piombata nella Little Italy bostoniana (north hill) - che a me non dispiaceva mentre laPozz era un po' schifata, - a me non sarebbe dispiaciuto essere qua con un posto dove so di poter incontrare qualche sopravvissuto dell'emigrazione di inizio secolo - non sono riuscita a trattenermi dal negozietto commerciale e nostalgico che vendeva bandiere. L'ho pagata uno sproposito (30$) ma la tizia mi ha rassicurato che e' made in USA e non in China (bandiera italiana made in USA? facciamo che ve lo scordate), quindi di alta qualita'.
Divagazione: sapete che quando comprate una bandiera USA - l'ha fatto un mio amico, tralasciamo- le istruzioni dicono che una volta che la bandiera e' diventata troppo vecchia, il modo corretto e dignitoso di sbarazzarsene e' quello di bruciarla, non di buttarla via. Boh. Ame da l'idea che se uno si mettesse a bruciare una bandiera, tempo 10 secondi arrivano i marine. Ma comunque.

A proposito di Europeita' - a Boston ho visto il primo gatto oltreoceano. Dove sono i gatti in Minnesota??

A Boston e non solo a Boston, abbiamo mangiato pesce. Legal Seafood a noi e' sembrato sopravvalutato. Ma soprattutto, ci si riconferma sembra che gli americani non sanno cucinare. L'aglio e' un concetto astratto. Grande materia prima, ma non azzardatevi a tentare qualcosa di piu' che la cottura alla griglia base (NO SAUCES PLEASE, da dire sempre), perche' proprio non ci arrivano. Qualcuno ci ha mai provato ad importare il soffritto???

E poi appunto, Boston e' la citta' di Ally McBeal e in effetti i quartieri dove nella fiction lei viveva e passeggiava sono riconoscibilissimi.... secondo me la casa era una di queste ..... a tratti mi e' sembrato davvero di vedere bimbi che prendevano la rincorsa e prendevano a testate i passanti .... (se non avete mai visto la serie in questione, non considerate le ultime tre righe... se invece si' ... ditemi se in Italia si trovano i dvd... mannaggia i diversi standard che usano qua..)


ps. Harvard e' bellissima e sembra fuori dal mondo, visti i vialette e le casette basse - chissa' poi quanto spendono per tagliare l'erba, il MIT io me lo aspettavo meglio..

Friday, September 8

New York state of mind (ricordi di viaggio 1)

E quando non si sa da dove iniziare, perche' non iniziare dalla fine? Da quando, alla fine di una lunga e finalmente assolata giornata che chiude una vagabonda e piovviginosa vacanza che si apre e chiude a NY, vagando per il Greenwich Village a sera tardi alla ricerca di un posto dove ascoltare musica, si capita in Washington Square - quella con la statua di Garibaldi!. NYU riaperta, studenti liberi e vita dovunque.


E da un angolo qualunque della piazza, un accrocchio di persone improbabile da cui esce musica. Bellissima. Voci che... appunto uno si chiede se un qualsiasi cantante famoso puo' avere una voce piu' bella. Una MyWay solo chitarra che... brividi... e l'accrocchio di persone improbabili che ascolta - da chi danza a caso in evidene stato confusionale, a chi dorme sull'erba e ride, all'uomo che si pettina continuamente e quello interamente arancione, alla tizia che fa jogging nel parco alle 23 tutto questo sembra quasi sciogliersi nel calore della musica e dell'ora passata ad ascoltare ...

I don't have any reasons I've left them all behind I'm in a New York state of mind (Billy Joel)

(MinneAnna hint: l'importante nello specifico e' rimuovere dalla mente il sotterraneo pensiero del solito indistinto diritto costituzionale a girare armati ma credere fermamente in una qualche divinita' protettrice della musica e delle buone intenzioni).


E niente foto qua se non uno sfuocato angolo di Washington Square, perche' ci sono cose a cui- Elisa concorda- semplicemente non si addice il fermo immagine, a cui non si puo' rubare emozione. Come Ground Zero che - qualunque cosa si pensi dell'evento, io temo non mi stupirei di nulla- e' un luogo che emana emozioni, e almeno a noi, ha tolto la voglia di prendere la metropolitana li' sotto. Non so cosa ci vogliano fare, ma dovrebbe rimanere vuoto, quel luogo.


Nelle 500 o quasi foto (metteremo il link) non ci sara' nemmeno una traccia della messa di Harlem. Giustamente. Perche' accidenti, quelle erano persone vere che cantavano, pregavano e sentivano sinceramente e spontaneamente - era la chiesa piu' piccola che possiate immaginare
e ci siamo finiti del tutto per caso, girando per una via laterale e sfuggendo dalla pioggia che iniziava ad avvicinarsi. Quindi niente spettacolo per turisti, con il dubbio che sia preparato e imbellito. E se urlavano, piangevano, pestavano i piedi era semplicemente quello che sentivano in quel momento, e non stava bene raccoglierlo.

E quanto urlavano, quanto piangevano, quanto pestavano i piedi.

Non me lo sarei mai aspettato. Tuttora penso che se fosse apparso John Belushi dal fondo della chiesa, o Donna Summer tirata dalle funi dal cielo, non mi sarebbe sembrato strano o 'troppo'. Rivendendo ora la scena di Blues Brother (grazie per il filmato!!!), James Brown non esagera un tubo.

E' stata un'emozione travolgente, la condivisione, la spontaneita', il senso di liberazione che si sentiva in quella chiesa. In quelle 3 ore settimanali di celebrazione. Negli abbracci che tutti si scambiavano al posto del segno di pace c'era un calore limpido, che e' arrivato pure a noi, adeguatamente travolti da abbracci e strette di mano che -viste le dimensioni di alcuni- potevano essere difficili da dimenticare.

Impressionante, e tutto questo senza nemmeno ricordare le voci e la musica, incredibili. C'e' sicuramente qualcosa, nella cultura nera, che e' lontano dalla nostra sensibilita' europea - le urla, la volonta' di condividere apertamente i propri pensieri - dall'adolescente che prende parola per parlare della madre morta e scivola in un rap, alla omelia che si trasforma in soul- ma che fa sembrare ogni nostra forma di religione semplicemente stitica.

Ma torniamo a New York, e al fatto che devo chiudere questo post. Se non altro con un caldo sentito consiglio. Anche se aveste una sola sera a New York, infiliateci un giro in turistico di Manhattan sull'acqua al tramonto. Credetemi. Io che l'ho fatto due volte in 3 mesi non riesco a pensare ad un modo piu' bello per vedere e sentire New York. Sentendo sul serio quanto sia un'isola in equilibrio tra i fiumi e l'oceano, a cui su spazio ridicolo sono approdati i sogni e le vite di milioni di persone ...

I don't have any reasons I've left them all behind I'm in a New York state of mind (Billy Joel)

Quando...

Quando torni dopo due settimane e non ti ricordi nemmeno una password (ricoveratemi, ma erano almeno 2 anni che non passavo due settimane senza pc)....
Quando nei 3 giorni che non hai controllato trovi 121 nuovi messaggi di posta per renderti velocemente conto che tolti quelli palesemente inutili, gli altri proprio meglio non aprirli a quest'ora....
Quando insomma sono qua a chiedermi.. ma dove cavolo inizio a raccontarle 1370 miglia percorse su sette Stati diversi? (Fa proprio bello detto cosi', vero?).
Quando proprio insomma non ho la forza di scaricare le foto dalla macchina fotografica, e insomma rimando tutto a domani e posto la prima foto che ho (che fa molto thelma e luise del resto...) ....


ps. pero' ecco, se vi siete mai chiesti se un'aereo puo' sgommare, la risposta e' si... non so bene dove l'avessero trovato, il pilota di questa sera..

e poi ecco, lo ammetto, il blog mobile non e' stato il mio forte....

Tuesday, August 29

Boston, MA passando per NewPort, RI

A prima vista Boston e' veramente bella, ed e' vero, piuttosto europea.
Soprattutto, accidenti, sono le strade di Ally McBeal :))

Si, come resoconto di viaggio e' indegno... facciamo che e' un segnaposto per quello che verra', OK?


NewPort mi e' piaciuta molto, anche se non ho incontrato nessun multimiliardario...

Monday, August 28

guilford, connecticut

veloce veloce dalla costa del connecticut....

le autostrade americane fanno schifo, regaliamo dell'asfalto che assorbe l'acqua
abbiamo scelto una settimana in cui non smette di piovere
ma a parte questo tutto bello e ovviamente divertente,

almeno da quando io e laPozz siamo riuscire -non senza fatica- a uscire dai queens mentre cercavamo di allontanarci ion macchina da jfk e nche a non rimanere in panne nel Bronx.... impressionante guidare sui ponti di new york

e accidenti... ascoltare una autentica e non turistica messa gospel ad harlem.... e'....(non ho parole)... da raccontare con molta piu' calma.... james brown nei blue brother sicuramente non esagerava....

un bacione da noi in viaggio

Thursday, August 24

Waiting waiting waiting at jfk airport:... Which is by no means impressive inside ... -i like malpensa that's my fault. He

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08-24-06_1236.jpg
Originally uploaded by LAnna2006.

mobilita'

ecco sembra che MinneAnna mobile funzioni... provero' a raccontarvi un po' di cose cosi', ma non assicuro il risultato... e se divento logorroica pure in formato sms perdonatemi :)

Let's try.... Whether i can post from my mobile ... Speriamo bene,..

ps.

Mi premio da sola per il post piu' inutile e deprimente (e pure un po' dislessico) che abbia mai scritto. Chiedo pieta', le serate dei traslochi (o simili) sono sempre un po' sospese. Nonostante l'emozione per la vacanza da domani. Ma sapete che vi dico? come da tradizione di trasloco, mi sa che adesso metto il materasso di traverso in mezzo alla stanza...

Valigie e dintorni

Sensazione molto strana. Nella mia stanza in questo momento potreste vedere (se solo il mio telefonino si degnasse di fare upload): 1 materasso, 1 mobile scrivania, 3 borsoni, 1 zaino, 1 switch e 3 cavi di rete. Il resto e' Vuoto.

Che sensazione strana, avere svuotato tutto. Cosi' strana che alle 22.30 sono piombata in sala mormorando come un automa: I need ice cream. Spedizione di gruppo al supermercato 24 ore e chiaccherata prenotturna rilassante.

In realta' e' un falso addio. Domani parto per le mie vacanze. Domani la mia amica Pozz arriva a New York, io pure, prendiamo una macchina e puntiamo prima su Boston e poi sul New England. Un paio di settimane in giro. Poi quando torno qua, ancor aun paio di settimane (accampata in salotto, che Mirella si sara' presa la mia camera) e poi ritorno in Italia. (siamo quasi alla chiusura di MinneAnna, accipicchia...)

Che poi fare vacanze ora fa un po' strano, dopo la ferma forzata del braccio. Eh pero' checcavolo, e' due anni che non faccio vacanze vere, facciamo finta che me le sia meritate. Pensate che lascio addirittura a casa il laptop.... se ce la faccio aggiornero' quando capita, ma punto piu' su di un sostanzioso post del ritorno...

non mancano i dubbi, in ordine sparso:
  • ce la faremo mai a trovarci a JFK?
  • e' nor